Due uomini si scrivono da un isolamento che possiamo chiamare sepolcro. I loro paesi - infestati dall'abbandono, costellati da flebili braci dette abbraccio - sorgono ai margini del bosco: Mondaino, al confine tra Romagna e Marche, e Crocetta, in Lunigiana. Luoghi di sconfinamento, di cuori in contrabbando; luoghi della vita avara, in secca. Nelle lettere, i due parlano di famiglie dissotterrate all'urlo, di un Dio a caccia, sigillato nell'ambiguità, della solitudine come via marziale per l'abbandono di sé. È vero: "Imboscati" racconta la rovina dell'uomo, ma non è un'elegia della fuga. Piuttosto, è un libro che riconduce alla vita ferina, addestra l'anima secondo la rotta delle volpi, delle faine, dei falchi. Che tutto resti sospeso - una fede comprovata dal dubbio saprà contenersi?; un padre martellato dalla malattia della figlia riuscirà a non svanire? - è ovvio: "Imboscati" è un libro-fuoco, un libro-acciarino, che impone la strada del coraggio. Prefazione di Aurelio Picca. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.