Tendere di Francesco Elios Coviello è un poemetto legato alla cosalità anatomica del reale, nel quale l'analisi di un meccanismo giunturale evoca un'interrogazione mai posta, raggiungendo un livello di antropologia, che qui è anche antropometria, costitutiva e inspiegabile. Nei versi di Coviello le cose che farfugliano esigono uno statuto quasi metafisico, abbrunendo tra rumori di sottofondo di una fisica che non vista, anzi intravista, struttura la realtà nel luogo recondito di un inconscio efficiente. Come scrive Roberto Masi nella prefazione, in Tendere 'il linguaggio si spoglia del rigore semantico per approdare al dettaglio quale manifestazione di altro da sé', definendo quasi la ricostituzione di una neofisica che attende l'approvazione della nominazione. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.