Carlo, narratore e musicista romano di passaggio in un borgo della costa settentrionale della Sardegna, è al centro di questo romanzo inquietante che mescola relazioni, colpa e visioni sovrannaturali. Diviso tra Irene, amica affettuosa e innamorata di lui, ed Elena, ex amante seducente e crudele, Carlo vive un'estate fatta di gelosie, tradimenti e tensioni. Allo sfondo si staglia il mare che produce due luci abissali: fanali gialli che attirano Carlo e lo trasformano spettatore e strumento di una realtà allucinata. Attraverso questi bagliori, il protagonista vede visioni inquietanti - creature abissali, una giovane donna di vetro vittima di violenze e uomini mostruosi - e assiste a omicidi efferati commessi da una figura femminile di cristallo che emerge come vendicatrice e giudice. La tensione narrativa cresce tra episodi di eros e brutalità scene di sesso, tradimento e aggressione si susseguono, raccontate con voce febbrile e ambigua, che mette in discussione la moralità del narratore e la sua responsabilità. L'intreccio collega gli efferati delitti locali - la morte di un tabaccaio, di un proprietario di palestra, di un medico - con il mistero della ragazza di vetro e del leviatano marino, fino a un finale in cui amore, colpa e desiderio di riscatto portano a scelte estreme. Carlo alterna empatia, cinismo e senso di colpa: cerca di proteggere Irene, affronta il passato, infine compie gesti radicali che ricompongono in modo tragico la trama di vendetta e redenzione. Il romanzo esplora la fragilità dei rapporti, la violenza maschile e la possibilità di riscatto in un ambiente isolato e contaminato, dove il mare e l'industria avvelenano corpi e coscienze. È una storia dai toni cupi, a tratti onirica, che fonde realismo e sovrannaturale per indagare il lato oscuro del desiderio e della memoria.