Lui è il tiranno che nessuno osa guardare negli occhi. Lei è l'arma mandata a ucciderlo. Il destino li ha resi compagni predestinati - e uno dei due dovrà spezzarsi per primo.
Per otto anni Lucian Varga ha governato il Branco d'Ossidiana con la paura, il ferro e un trono ricavato dalle ossa dei suoi nemici. Non desidera nulla. Non ama nessuno. È esattamente il mostro che suo padre ha forgiato - finché una donna che non avrebbe mai dovuto esistere entra nel suo giardino, e il legame più antico della loro specie si accende come benzina data alle fiamme.
Mira Vasquez è una mezzosangue proibita: metà umana, metà lupo, cresciuta da bambina per diventare la lama perfetta. È stata infiltrata nel complesso con un solo ordine - avvicinarsi al Tiranno abbastanza da fermargli il cuore. Ma nell'istante in cui i loro sguardi si incrociano, ogni addestramento crolla. Il suo bersaglio è il suo compagno predestinato. E l'unica cosa più pericolosa di ucciderlo è desiderarlo.
Costretti alla convivenza da una forza che nessuno dei due ha scelto, il tiranno possessivo e l'assassina spezzata cominciano una danza fatta di segreti, tensione rovente e tradimenti che lasciano cicatrici. Ogni notte lui la reclama un po' di più; ogni giorno lei si avvicina all'ordine che dovrebbe eseguire. Ma più a lungo restano nella stessa stanza, più diventa impossibile ricordare chi è il cacciatore e chi la preda.
Poi il branco scopre cosa è Mira. Il consiglio chiede la sua testa. Un tradimento nel cuore della fortezza fa scorrere il sangue. E la donna che ha forgiato Mira dall'infanzia torna a reclamare la sua arma - con una trappola tanto crudele che l'unico modo per vincerla è che Mira scelga, per la prima volta in vita sua, cosa vuole davvero.
Perché chi ha creato Mira non lascia mai andare ciò che le appartiene. E quando arriverà a riprendersela, Lucian dovrà decidere se bruciare il mondo per tenerla... o se lasciarla libera sia l'unico modo per amarla davvero.
Due creature costruite sul controllo. Due vite spezzate che, forse, combaciano proprio lungo le crepe.
Un romanzo autoconclusivo. Nessun cliffhanger. Lieto fine oscuro garantito.